


Il Gruppo CVA è uno dei principali produttori italiani di energia rinnovabile, con oltre 1,3 GW di capacità installata distribuita tra impianti idroelettrici, eolici e fotovoltaici. Interamente pubblico e controllato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, opera lungo l’intera filiera dell’energia green e gestisce, attraverso la controllata DEVAL, la quasi totalità della rete di distribuzione elettrica regionale.
In un percorso di crescita che punta anche al raddoppio della capacità installata, CVA ha scelto di rafforzare la resilienza climatica delle proprie infrastrutture con strumenti capaci di leggere il rischio in modo più quantitativo, granulare e orientato al futuro.
Per chi gestisce reti elettriche in territori montani il rischio climatico ha una complessità specifica. Le infrastrutture si sviluppano in valli strette, attraversano aree a elevata pericolosità idrogeologica e sono esposte contemporaneamente a rischi diversi, come alluvioni, incendi e frane. Le mappe ufficiali restano un riferimento essenziale, ma non sempre offrono la granularità necessaria per prendere decisioni a livello di singolo asset. Le analisi ingegneristiche puntuali, al contrario, richiedono tempi lunghi e sono difficili da estendere a scala regionale.
A questo si aggiunge una dimensione ormai imprescindibile, quella prospettica: non basta più conoscere il rischio di oggi, serve capire come potrà evolvere nei prossimi decenni, per orientare investimenti, adattamento e priorità operative.
È in questo contesto che CVA ha avviato una collaborazione con Eoliann, selezionando come primo perimetro di analisi una parte della rete elettrica e 20 cabine in Valle d’Aosta, per passare a un approccio più avanzato alla valutazione del rischio climatico.
CVA ed Eoliann hanno sviluppato insieme un progetto basato sulla tecnologia di Airis. A differenza di un’analisi limitata alla sola pericolosità, il lavoro ha coperto l’intera catena del rischio: dalla probabilità e intensità degli eventi alla vulnerabilità degli asset, fino alla stima del danno economico atteso.
CVA ha fornito i dati geospaziali della rete, ha guidato la selezione degli asset pilota e ha messo a disposizione la propria conoscenza del territorio per la validazione dei risultati.
Le linee elettriche sono state suddivise in segmenti di 30 metri, in modo coerente con la risoluzione dei modelli. Ogni segmento e ciascuna cabina sono stati poi analizzati attraverso i modelli proprietari di Eoliann, addestrati su dati satellitari, variabili climatiche e caratteristiche geomorfologiche del territorio.
L’analisi ha considerato due rischi principali:
È stato inoltre incluso un primo approfondimento sul rischio frane.
Per ciascun asset, Airis ha stimato non solo la pericolosità, ma anche la vulnerabilità specifica in base alla tipologia infrastrutturale e la Perdita Annua Attesa (AAL), una metrica che sintetizza l’impattoeconomico medio del rischio nel tempo.
Ogni asset ha ricevuto così un Indice di Pericolo e un Indice di Rischio su scala 0–10.
Tutte le analisi sono state condotte sia sullo scenario attuale sia su scenari climatici futuri, con orizzonti 2040 e 2050 e scenari RCP 4.5 e RCP 8.5.
Questo ha permesso a CVA di leggere non solo il rischio presente, ma anche la sua possibile evoluzione nel tempo, in linea con i principali requisiti europei in materia di disclosure e adattamento.

Mappa dell’indice di rischio alluvionale sulla rete elettrica – Baseline 2025
Il progetto ha restituito un profilo di rischio completo per oltre 3.600 segmenti di rete e 20 cabine, con una lettura che va dalla pericolosità fino alla stima del danno economico atteso, includendo anche proiezionial 2040 e 2050.
Una lettura completa del rischio
CVA dispone non solo di una misura della pericolosità, ma anche di una stima della vulnerabilità e della perdita economica attesa per ciascun asset.
Una visione anche sul futuro
Le proiezioni al 2040 e 2050 permettono di pianificare gli investimenti di adattamento guardando all’evoluzione del rischio, non solo alla fotografia attuale.
Priorità più chiare per gli interventi
Linee e cabine più esposte sono state identificate con precisione, offrendo una base quantitativa per orientare manutenzione e resilienza.
Più rischi, un’unica lettura
Alluvioni, incendi e frane sono stati analizzati con la stessa logica e sulla stessa base dati, restituendo una visione più integrata del rischio.
Il progetto con CVA mostra bene che cosa significa passare da una lettura frammentata del rischio a una visione più completa, capace di tenere insieme presente e futuro.
Perché rafforzare la resilienza di una rete non significa solo sapere dove si concentra il rischio oggi, ma anche capire come potrà cambiare nel tempo – e iniziare a decidere di conseguenza.
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